Nella penombra dell’atelier, l’artista modella con mani devote la cera artistica (cera d'api, pece greca e parafina) donandole vita e respiro. Una volta compiuta, la figura viene rivestita di terra refrattaria e affidata al fuoco sacro. La cera si scioglie lentamente, scompare nel nulla lasciando un vuoto perfetto: è la cera persa, antico rito di sacrificio.
Dal cuore della fornace il bronzo incandescente, liquido e dorato, scende a riempire quell’assenza, incarnando per sempre il sogno dell’artista. Quando la terra si spezza, emerge una scultura eterna, trasfigurata dal fuoco.
È la fusione a cera persa: un’arte millenaria, alchemica e fragile, che sta lentamente scomparendo. Un ultimo canto di fuoco, mani sapienti e mistero, prima che il silenzio lo inghiotta.